
Lunedì 15 marzo 2010, ore 18
Le molecole e le cellule del dolore
Dove il dolore inizia e i suoi circuiti nervosi
Dove il dolore inizia e i suoi circuiti nervosi
Emilio Carbone - Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino
Adalberto Merighi - Dipartimento di Morfofisiologia Veterinaria
Adalberto Merighi - Dipartimento di Morfofisiologia Veterinaria
Il dolore a volte traspare solo da un gesto, una postura tesa, un'espressione che ci fa percepire e qualche volta condividere empaticamente la sofferenza. Questo è ciò che succede nella vita di relazione e nelle immagini artistiche, dove si aggiungono altri elementi espressivi come la luce e le ombre, la carica del colore e il segno che l'artista traccia. Alle opere del pittore Luca Morici che rappresenta il dolore e la sofferenza "da fuori", sono affiancate immagini scientifiche "da dentro" ottenute in laboratorio e curate da Fabrizio Benedetti, sulle quali la scienza registra e poi interpreta i meccanismi biologici del dolore, certamente con meno impatto emotivo dal punto di vista visivo, ma che rappresentano un passo necessario per trovare gli strumenti per combatterlo. Il gioco di rimandi tra il "sentire" favorito dall'opera dell'artista e il dolore "rilevato" attraverso cellule e segnali elettrici, crea una fusione arte-scienza che non è più contrapposizione tra lo sguardo dell'artista e quello dello scienziato.
Martedì 16 marzo 2010, ore 18
Memoria del dolore e difesa dai pericoli esterni
È possibile cancellare le memorie negative?
È possibile cancellare le memorie negative?
Piergiorgio Montarolo - Benedetto Sacchetti
Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino
Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino
L'ansia è una risposta normale dell'organismo a una situazione che mette in pericolo sia l'integrità fisica sia l'autostima. L'ansia fisiologica è un potente mezzo di adattamento all'ambiente perché segnala un pericolo potenziale e contribuisce a governare le difficoltà. Essa ha una componente soggettiva (marcato stato di allerta, paura di un pericolo imminente) e delle manifestazioni oggettive (irrequietezza, tachicardia, ipertensione). L'ansia sconfina nella patologia quando diventa persistente e angosciante, esaurendo il suo scopo di segnalare una condizione di pericolo per divenire destabilizzante. Possono le neuroscienze fornire delle spiegazioni biologiche su questo complesso corredo comportamentale?
La memoria di eventi dolorosi ci fa rivivere stimoli e situazioni associate ad eventi traumatici per evitarli quando si ripresentano. Per questo la memoria del dolore è una delle più resistenti al passare del tempo e alle manipolazioni esterne, e tende a persistere anche per tutta una vita. Questo vantaggio può tuttavia portare in certi casi a disturbi patologici. Esistono diversi approcci sperimentali e terapeutici che hanno lo scopo di interferire con queste memorie traumatiche. Uno dei più comuni consiste nel cercare di elaborare attivamente il contenuto emotivo acquisito dagli stimoli e dalle situazioni associate al dolore. Tuttavia, nessun approccio terapeutico è stato finora in grado di "cancellare" i ricordi traumatici associati al dolore.
Mercoledì 17 marzo 2010, ore 18
Soffrire in silenzio
il dolore non fisico e la misura del dolore
il dolore non fisico e la misura del dolore
Fabrizio Benedetti - Antonella Pollo
Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino
Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino
Quando si parla di dolore, di solito s'intende quello fisico. Ma il dolore può essere anche psicologico e coinvolge la sfera emotiva nella stessa misura di quello fisico.
Si può presentare sotto diverse forme, per esempio nella depressione. Le recenti scoperte delle neuroscienze hanno dimostrato che il cervello risponde in maniera simile nel caso del dolore fisico e psicologico. In medicina siamo abituati a misurare con esattezza i parametri più diversi, dalla temperatura corporea, alla pressione del sangue, alla glicemia. E tuttavia, una misura oggettiva del dolore non è mai stata eseguita.
Questo sintomo così importante sfugge ancora a una precisa valutazione, ponendo problemi particolari in quei pazienti che non hanno ancora sviluppato, o che hanno perduto, la capacità di comunicare.
Giovedì 18 marzo 2010, ore 18
Cellule staminali
buone pratiche e cattive applicazioni
buone pratiche e cattive applicazioni
Antonio Bertolotto - Luca Bonfanti - Paolo Peretto - Ferdinando Rossi - Alessandro Vercelli
Progetto Neurotransplant, Istituto di Neuroscienze dell'Università di Torino (NIT), Fondazione Cavalieri-Ottolenghi di Torino
Progetto Neurotransplant, Istituto di Neuroscienze dell'Università di Torino (NIT), Fondazione Cavalieri-Ottolenghi di Torino
La ricerca sulle cellule staminali ha aperto nuovi scenari nella medicina rigenerativa, generando grandi speranze nei pazienti affetti da malattie neurodegenerative, lesioni del midollo spinale e sclerosi multipla, e nelle loro famiglie. Tuttavia, i sistemi sanitari e i comitati etici dei paesi occidentali sono stati molto cauti nell'autorizzare test clinici e l'introduzione delle cellule staminali come terapia elettiva. Il contrasto tra le speranze dei pazienti e la relativa prudenza delle istituzioni sanitarie pubbliche ha dato spazio alla proliferazione di strutture private che, andando incontro alle richieste del pubblico, hanno dato luogo a forme di turismo della speranza verso paesi meno rigorosi. Il contrasto tra promesse eccessive, protocolli terapeutici inaccurati e scarsi risultati ha generato molti dubbi nel pubblico sulle terapie con cellule staminali: la cattiva pratica e una comunicazione poco attenta possono screditare l'intero campo di ricerca. La tavola rotonda farà il punto sulle attuali conoscenze della biologia delle cellule staminali, sulle prospettive di cura e sulla necessità di una corretta informazione mediatica sul progresso della ricerca scientifica. A questo riguardo, saranno illustrate le linee guida per i ricercatori i medici e i pazienti recentemente rilasciate dalla comunità scientifica internazionale.
Mostra: 15-20 marzo 2010 - ore 15.30/19.30
Dolore: immagini dall'arte, immagini dalla scienza
Circolo degli artisti - via Bogino 9 - Torino
Circolo degli artisti - via Bogino 9 - Torino
esposizioni di Luca Morici, immagini scientifiche a cura di Fabrizio Benedetti
Il dolore a volte traspare solo da un gesto, una postura tesa, un'espressione che ci fa percepire e qualche volta condividere empaticamente la sofferenza. Questo è ciò che succede nella vita di relazione e nelle immagini artistiche, dove si aggiungono altri elementi espressivi come la luce e le ombre, la carica del colore e il segno che l'artista traccia. Alle opere del pittore Luca Morici che rappresenta il dolore e la sofferenza "da fuori", sono affiancate immagini scientifiche "da dentro" ottenute in laboratorio e curate da Fabrizio Benedetti, sulle quali la scienza registra e poi interpreta i meccanismi biologici del dolore, certamente con meno impatto emotivo dal punto di vista visivo, ma che rappresentano un passo necessario per trovare gli strumenti per combatterlo. Il gioco di rimandi tra il "sentire" favorito dall'opera dell'artista e il dolore "rilevato" attraverso cellule e segnali elettrici, crea una fusione arte-scienza che non è più contrapposizione tra lo sguardo dell'artista e quello dello scienziato.
Prima e dopo le conferenze sarà in funzione una dimostrazione dell'ambiente integrato di e-learning della scuola di dottorato in neuroscienze che comprende tour virtuale dei laboratori del dipartimento di psicologia e la navigazione in second life nel campus
INFO
Associazione Centroscienza Onlus, Via Mantova 19 - 10153 Torino
tel. 011 8394913 - Fax 011 8127736
www.centroscienza.it - info@centroscienza.it
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