Il gioco è un'attività umana molto importante per lo sviluppo e il mantenimento delle capacità cognitive dell'individuo, ed è proprio l'associazione con le emozioni che lo fa diventare un potente strumento di esplorazione e indagine sulla realtà che ci circonda e sulle relazioni umane. D'altro canto, in una minoranza di individui, può portare a un coinvolgimento compulsivo e patologico.
I neuroscienziati rispondono alla sfida di spiegare alcuni meccanismi morfofunzionali e neurochimici, la sua utilità e la sua patologia.
Una serie di cinque conferenze per esplorare aspetti emozionanti, giocosi e a volte misteriosi, ingannevoli e inquietanti del nostro cervello.

Lunedì 16 marzo h. 18
Circolo dei Lettori, Sala Grande
IL GIOCO D'AZZARDO - Gambling
Donato Munno - Dipartimento di Neuroscienze "Rita Levi Montalcini"
Paolo Canova - matematico e Diego Rizzuto, fisico - Società di formazione TAXI 1729
foto Conferenza
Tra i fattori che determinano il gioco d'azzardo patologico ci sono la distorsione della percezione del rischio o meglio la sovrastima delle possibilità di vincere, attrazione per l'incertezza e quindi piacere nell'attesa del risultato che potrebbe sancire una vincita, e il ruolo del denaro come fattore motivante molto più che non la vincita di un oggetto, di un premio, quindi la sostituzione della soddisfazione dei bisogni fondamentali che procurano piacere con un'ipotetica vincita in denaro.

Tra autoinganni percettivi e la surrogazione dei bisogni fondamentali nascono rischi che impattano sull'individuo dilagando sulla famiglia e la società.


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Martedì 17 marzo h. 18
Circolo dei Lettori, Sala Grande
LA FACCIA DA POKER: nascondere e riconoscere le emozioni
Marco Tamietto - Dipartimento di Psicologia, Università di Torino
Luciano Giromini - dipartimento di Psicologia, Università di Torino.
foto Conferenza
Fin da piccoli impariamo a nascondere alcune delle nostre espressioni emozionali, e molti adulti sono assai abili in questo.
Una delle doti dei grandi giocatori di poker è la capacità di non mostrare alcuna emozione durante il gioco, per non dare alcun indizio all'avversario sul punteggio che si ha in mano.

Ma è veramente possibile nascondere le emozioni? Quali sono i meccanismi neurali che ci consentono di riconoscere le emozioni negli altri e quali indizi possono rivelarci lo stato d'animo altrui? Il nostro cervello riesce a riconoscere le emozioni altrui anche quando non ne siamo consapevoli? Esiste la macchina della verità?


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Mercoledì 18 marzo ore 18
Circolo dei Lettori, Sala Grande
CERVELLO, INTERNET E SOCIAL NETWORK
Franco Cauda - Dipartimento di Psicologia, Università di Torino - Ospedale Koelliker di Torino
foto mostra
Lo studio delle reti neuronali e della connettività funzionale del cervello si avvale della teoria dei grafi. Da alcuni anni una nuova scienza si sta occupando di costruire una mappa del cervello mediante l'utilizzo di tale approccio. Le reti neurali hanno una struttura che presenta delle importanti analogie con la struttura di internet.

La necessità di focalizzare l'attenzione sulle connessioni tra neuroni nasce dall'importanza del concetto di sincronia. Tale fenomeno, pressoché equidiffuso sta alla base di numerosissimi fenomeni naturali e, nel cervello, è strettamene legato al concetto di cooperazione e di trasferimento di informazione tra neuroni o aree cerebrali. Molte patologie cerebrali alterano specificamente alcune di queste connessioni.


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Venerdì 20 marzo ore 18
Circolo dei Lettori, Sala Gioco
FORREST GUMP: CORSA E CERVELLO
Paolo Peretto - NICO e Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, Università di Torino
foto mostra
Correre è facile, correre è bello, correre fa star bene e poi costa poco o nulla... Ogni anno il numero dei "runner" aumenta e nei parchi cittadini non c'è stagione e ora del giorno o della notte in cui non si possa incontrare un corridore ..ma quali sono gli effetti effetti sul cervello?
I dati raccolti dalla scienza negli ultimi anni su quei magnifici runner che sono i topi (fino a 20 chilometri in una notte!) ci stanno insegnando che la corsa ha un effetto benefico sulla funzione di una struttura chiave del cervello che è l'ippocampo.
La corsa stimola la produzione di nuovi neuroni (neurogenesi) nella vita adulta e questa attività favorisce la plasticità cerebrale e quindi la funzione del cervello nell'interazione con l'ambiente.
La neurogenesi nell'ippocampo è stata dimostrata anche nell'uomo e l'integrazione di nuovi neuroni in questa sede può fornire nuovi spunti per lo sviluppo di terapie non invasive che contrastano gli effetti negativi delle patologie legate allo stress e alla depressione.


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Sabato 21 marzo ore 10,30
Circolo dei Lettori, Sala Gioco
NON CONVIENE, MA LO FACCIO - MATEMATICA, INCERTEZZA E TRAPPOLE NEL GIOCO D'AZZARDO
Vincenzo Crupi- Centro di Logica, Linguaggio e Cognizione, Università di Torino
Paolo Canova matematico e Diego Rizzuto fisico Società di formazione TAXI 1729
foto mostra
Esiste una definizione matematica di "convenienza": di fronte a una scelta in condizioni di incertezza che magari coinvolge del denaro - come nel finale del gioco Affari tuoi, che da oltre 10 anni va in onda tutte le sere su Rai 1 - è possibile dire che cosa sia razionalmente conveniente fare e in che senso quella sia la scelta più conveniente. Ma la nostra mente è vittima di fallacie logiche e cognitive che nel campo della decisione in condizioni di incertezza spesso hanno la meglio sulla nostra razionalità. Questi errori cognitivi possono essere studiati e descritti da leggi matematiche che ci aiutano a comprendere come, quando e perché ci comportiamo in modo così prevedibilmente irrazionale.


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